Non aspettate, perché la Zucca non diventerà una carrozza. Mangiatela.

C’era una volta.. Ieri.
Giorni di compleanni e passeggiate. La destinazione è il mercato.
Ancora fremente per quella videochiamata su Skype ricevuta la notte precedente, quella in cui Lui si toglie la maglietta e mi rende partecipe delle sue fantasie agite, m’incammino. I-pod, passi veloci e sorriso mi conducono all’appuntamento con E ed N.
Dopo la grande discesa attraversiamo la strada e arriviamo al mercato: banchi storici del quartiere, popolati da vecchie signore che si litigano l’ultimo cespo di indivia, assolati e ricchi del vociare su prezzi e pesi.
Siamo in tre. Non dobbiamo fare una vera e propria spesa. Serve lo Scalogno che puntualmente finisco per non trovare.
Piccola digressione – Amo consultare Sale & Pepe, rivista detta anche La Bibbia. Da quando ho iniziato a sperimentare il ruolo di massaia ai fornelli, Sale & Pepe è stata la mia guida. Amo prendere spunto dalle sue ricette, facendo alla fine di testa mia. Questa volta ho scelto un contorno: “Caponatina di Zucca e Scalogno”. Ecco spiegata la ragione della passeggiata al mercato. –
Al solito, lo scalogno non c’è.
Mi lascio ammaliare dall’unta gentilezza della grassa signora e dalla sua unghia nera. Compro altra Zucca e il Porro. Mi dico “Domani farò la Vellutata”.  Saluto E ed N.
Sulla via del ritorno entro nel Supermercato dove, oltre a trovare il tanto agognato Scalogno, assisto a scene di panico dovute all’allarme neve per il weekend romano. Persone che ingozzano i loro carrelli di provviste, neanche fossimo in tempi di guerra.
Fila interminabile. Spesa fatta, casa è vicina.
Non appena metto piede in casa, ho già il mio grembiule da cucina preferito e sono pronta per la preparazione della Caponata. Senza dilungarmi sul procedimento, che potrete reperire facilmente nel numero di Sale & Pepe di febbraio, Vi riassumo brevemente gli ingredienti:
– Zucca                                                  – Scalogni
– Sedano                                               – Olive Taggiasche
– Capperi Sotto Sale                              – Aceto di Mele
– Uvetta Sultanina                                  – Pinoli
– Zucchero                                            – Sale e Pepe
– Olio di Semi di Arachide (Attenzione alle allergie, potreste morire o uccidere i commensali.)
– Olio Extra Vergine di Oliva
Quando ho detto che alla fine faccio di testa mia, significa che questa volta, come tante altre volte, non ho intenzione di seguire alla lettera dosi e ingredienti descritti dalla rivista e spezierò a piacere.
È quel buon Olevano dolce, che innaffia la gola e mi fa barcollare tra lavandino e fornelli, a farsi complice et ispiratore di creatività. Non dimentico una buona colonna sonora. Scelgo Nina Simone per affettare e spadellare, mentre canto usando la cucchiarella di legno come microfono.

C’è oggi.. Prima che nevichi. La giornata è calma. Lui arriverà presto.
Un altro compleanno. Lo scopo di questa giornata è di arrivare all’ora di cena non troppo infreddolita per riprendere il consueto Yoga.
Una colazione leggera e sono pronta ad impugnare il coltello per affettare Patate, Zucca e Porri.
Non ho una ricetta vera e propria quindi, Signore, regoliamoci ad occhio per le dosi.
Ecco qui:
– Tre Patate di media grandezza
– Uno spicchio di Zucca
– Un Porro
– Brodo Vegetale
– Rosmarino e Timo
– Pancetta Affumicata
Sbucciate, tagliate a tocchetti e lavate le tre Patate e la Zucca. Pulite il Porro e tagliatene più della metà ad anellini.
In una pentola mettete a scaldare dell’Olio Extra Vergine di Oliva e aggiungete il Rosmarino fresco (che come me avrete colto dal vostro vaso – mi raccomando tagliamolo con le forbici senza rovinare l’intera piantina, maldestre come siamo!) insieme al Timo, tritati.
Appena l’olio si sarà insaporito, unite parte del Porro. Lasciate andare qualche secondo e innaffiate con un mestolo scarso di Brodo Vegetale, che sarete state così efficienti da aver preparato in precedenza.
Un cenno sul Brodo vegetale. Amiche, Massaie.. Questo brodo non deve essere “carico”. Basta una carota, un gambo di sedano, una patata e metà cipolla, altrimenti rischiereste di alterare il sapore delicato della Vellutata.
Ci siamo, il Porro ha iniziato ad appassire sprigionando il suo aroma, possiamo accorpare la sua restante parte, le Patate e la Zucca. Mescoliamo e aggiungiamo due o tre mestoli di brodo.
Qui servirà il vostro occhio. Il brodo non dovrà essere troppo. Quindi, mettete un bel coperchio alla pentola e lasciate cuocere mentre rassettate la cucina.
Tra una pulita al tavolo ed un piatto lavato, controllate la cottura di quella che sarà la vostra Vellutata e non dimenticate il Sale! Quando la Zucca e le Patate saranno cotte, spegnete il fuoco e prendete il Vostro amico Minipimer. Non abbiate timore, impugnate con decisione ed immergete quell’arnese di forma fallica nella pentola per frullare il composto.
Una volta ottenuta la vostra Vellutata, e dopo averla assaggiata per assicurarvi che il suo sapore sia delicato e morbido, lasciatela riposare e prendete un padellino antiaderente. Scaldatelo, Olio o non Olio, per rendere croccante la Pancetta Affumicata tagliata a cubetti. Una volta raggiunta la cottura che desiderate per i cubetti di Pancetta, adagiateli su un piattino con della carta da cucina che servirà per assorbire l’olio in eccesso, qualora abbiate deciso di utilizzarlo.
È l’ora d’impiattare.
Versate la morbida Vellutata nel Vostro piatto migliore. Al centro, con molta delicatezza, adagiare un cucchiaio di cubetti croccanti di Pancetta Affumicata, unite qualche anellino del Porro avanzato, e una lacrima d’Olio.
Amiche, in alternativa alla Pancetta, Voi che siete erbivore, potete scaldare nel padellino un goccio d’Olio con Rosmarino, o Peperoncino, e bruschettare qualche quadratino di pane per ricavarne dei gustosi crostini.
Buon Appetito!


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