Dis_Comfort Food

Oggi è un giorno un po’ così,

è uno di quei giorni (non di QUEI giorni, pimpanti acrobazie davanti a improbabili commissioni non c’entrano niente). Insomma, sapete quell’atavico sconforto che prende alle caviglie di tanto in tanto? Un po’ apatica, un po’ noiosa, un po’ Beige, così è stata la mia giornata. E’ bastata una telefonata ad un caro amico in cui orientativamente si è fatto piazza pulita di tutto e tutti, a ristabilire quel Ph un po’ acidulo che ha sempre definito il mio carattere e automaticamente il mio modo di fare. (Cfr. Cartina Tornasole, valore 1.5 . Tra il Succo Gastrico e quello di Limone).

Il trattato del 1850 Lehre der Nahrungsmittel für das Volk  (Dell’alimentazione: trattato popolare), dell’Olandese Jakob Moleschott (1822-1893) fisiologo e filosofo, è sempre stato uno dei testi ai quali io sia più affezionato (La Narrativa spiccia ha smesso di affascinarmi in IV Elementare quando la maestra Letiza voleva NECESSARIAMENTE convincerci della rotondità romanzesca de ‘I Promessi Sposi’ del buon A. Manzoni. Maestra Letizia, se ci leggi… ANCHE MENO!). Questo incredibile documento psico-sociale, descrive minuziosamente piani di alimentazione e abitudini delle più disparate classi sociali. E’ interessante notare, come in un successivo studio, Ludwig Feuerbach (DIO quanto ho amato la Sinistra Hegeliana) postulò il celebre assioma :

‘Mann ist, was er isst’

(L’uomo è ciò che mangia)

E perdindirindina è proprio vero! Quindi la cena di stasera (indiscussa conclusione di una giornata) dovrebbe rispecchiare fedelmente il mood di oggi? Merluzzo Lesso e Broccoli al vapore? Percaritàdidio! Al contrario delle più generali tendenze sul ‘risollevarsi’ dalla giornata col cibo, io vi propongo una teoria più di rottura. Comfort Food diventa Dis_Comfort Food. Qualcosa da mangiare che non solo vi risolleva il morale, vi fa riflettere sullo stato in cui sobbollite, sguazzando in questa Inadeguatezza che, volenti o nolenti, un po’ tutti ci portiamo dietro. Da qui, la ricetta che oggi andiamo a proporvi.

 

ZUPPA DI PORRI E PATATE CON CHIODINI PICCANTI E CROSTINI AROMATICI

Ingredienti per 2 Persone

2 Porri

3 Patate a pasta Gialla di media grandezza

100g di Funghi Chiodini

2 Fette di Pane (Io ho usato il tipo ‘Lariano Scuro’ ma va bene qualsiasi pane dalla crosta aggressiva e dalla mollica compatta)

100 ml di Crema di Latte (Guai!!! GUAAAAAIII ad usare la Panna da Cucina)

1 Peperoncino Fresco

1 Spicchio d’Aglio

Prezzemolo

Pepe Nero

 

PREPARAZIONE

Pelate le Patate, sciacquatele e tamponatele leggermente con della carta assorbente (via Amido, fuori dalla mia cucina!). Tagliatele in cubetti non troppo piccoli (Cuoceranno prima, per far si che gli ingredienti raggiungano lo stesso stato di cottura tagliamo le Patate più grandi del Porro). Lavate e mondate il Porro a rondelle. In una Pentola facciamo scaldare un ‘giro’ d’Olio Extravergine di Oliva (Tipo quello che fate col mouse davanti ad una richiesta d’Amicizia su Facebook che volete rifiutare. Rapido.) e Lasciamo scaldare, saliamo, pepiamo e copriamo con 1 Litro abbondante di Acqua fredda. Impostiamo una fiamma media, e lasciamo cuocere per 30 minuti senza mai scoprire.

Nel mentre, prendiamo una padella antiaderente, sbucciamo uno spicchio d’Aglio e lo strofiniamo sopra, sicuri di aver coperto l’intera superficie (Nessuno di noi vuole essere una piaga sociale, questo processo di Strofinamento, garantirà un piacevole aroma senza appesantire voi, e gli altri). Tagliamo le fette di Pane in rettangoli (Ordinati), aggiungiamo un filo d’Olio Extravergine d’Oliva in padella e quando avrà preso calore, facciamo fare un twist al pane, 30 secondi da una parte, 30 dall’altra assicurandoci di salare, pepare e prezzemolare i nostri  futuri crostini. Pronti questi ultimi, li lasciamo freddare su un foglio di carta assorbente e nella stessa padella facciamo saltare con il Peperoncino Intero i Funghi Chodini.

Quando le verdure in pentola saranno cedevoli (tipo voi al primo appuntamento) possiamo abbassare la fiamma, spegnere i Funghi (che intanto saranno ben rosolati e piccanti), e frullare la nostra Zuppa. C’è qualcosa di primordiale nel ridurre tutto in una crema omogenea, una sorta di forza che non ci lascia respiro finchè non è tutto perfettamente liscio e vellutato. Soddisfatto questo bisogno primario dell’esistenza, possiamo rimettere la Zuppa sul fuoco (basso) aggiungere i 100 ml di Crema di Latte e aggiustare di sale e pepe.

Servite la Zuppa con un crostino al centro del piatto e una lussuriosa cascata di Funghi piccanti a punteggiarlo.

Chi ha detto che si deve essere necessariamente del colore della nostra giornata? Beige si, ma tono su tono.

 

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