UNA VERGOGNA PER LA TUA GENERAZIONE

Mia Nonna è stata una cuoca professionista.

Ma di quelle che LEVATE. Cioè di quelle che metteva in piedi un Ricevimento per 65 persone, allestiva il giardino pronto per essere pubblicato su Relais & Châteaux e trovava comunque il tempo di farsi un Martini e inamidare i colletti delle camicie di mio nonno. Tra tripudi di Crostacei, Tartufi e Salse Francesi sono cresciuto con dei gusti, diciamo, importanti in fatto di cibo. Ho assaggiato prima un’Ostrica che un Tramezzino, lo giuro.

La Pompa Magna però, non sempre è produttiva, specie de ‘sti tempi, specie co la crisi, specie quando c’hai 3 minuti a disposizione per fare tutto quello che devi fare oltre lavorare. Ci sono cose, però, secondo me, che si DEVONO sapere riguardo la tradizione. Cose semplici, niente di pazzesco, qualcosa che ti salvi da essere considerato la Vergogna della tua Generazione. M’è stato ripetuto diverse volte, lo ammetto. Però mi posso difendere.

– Leggo una cifra.

– Mi interesso di molte cose.

– Mi sento socialmente stabile, un individuo quasi collocato all’interno della società.

– Non sono un mio coetaneo disagiato qualsiasi.

– I The Pills mi fanno VOMITARE. Rendetevi conto ragazzi, si, ce l’ho proprio co voi, tre ‘zammammeri’  (pron. zaa-mmmmàà-mmmé-ree) disadattati, persi, scarsamente alfabetizzati. Cosa state cercando di rappresentare? Uno status? Un gruppo di persone? Gli studenti fuori sede a Roma? .. AOH.. NUN C’ANNATE ALL’UNIVERSITA’… EDDAJE!

– Io so fare la Pasta Frolla ad occhi chiusi.

CROSTATA

Ingredienti:

300g di Farina 00

150g di Burro

100g Zucchero Semolato

3 Tuorli d’Uovo

La Scorza di un Limone Grattugiata

PREPARAZIONE

Visto che le cose non le sapete, sappiatele allora! In una grande ciotola FREDDA (si, è essenziale che sia fredda. Quando a 10 anni ho detto a mia nonna che avrei voluto fare il pasticcere lei mi ha risposto che non sarebbe mai accaduto perché ho le mani troppo calde, inadatte a lavorare gli impasti con il Burro. Quindi si, risparmiatevi un trauma infantile, la temperatura conta.).. In questa benedetta ciotola fredda lavorate i Tuorli d’Uovo con lo Zucchero. Daje de gomito, ma a faje male! La risultante deve essere una crema bianca e spumosa che avrà, come minimo, raddoppiato il suo volume. Tirate fuori il Burro dal Frigorifero, tagliatelo in piccoli pezzi ed unitelo al composto montato. Grattugiate la Scorza di un Limone preferibilmente non trattato ed aggiungete la Farina a pioggia. Iniziate a lavorare l’impasto con la punta delle dita pizzicando gli ingredienti tra di loro come una suonatrice d’Arpa epilettica. Compattate velocemente con entrambe le mani, avvolgete in un foglio di pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero per 15 minuti. In 15 minuti io riesco a bere 8 Martini, quindi mi porto avanti col lavoro. Tiriamo fuori l’Impasto dal frigorifero, ne rimuoviamo una parte che ci servirà per le strisce e lo stendiamo in una tortiera bordata. Aggiungiamo la Marmellata, formiamo delle strisce e le disponiamo sopra cercando di non sembrare imprecisi come dei Tossici in via di Recupero.

Inforniamo a 180°C per 30 minuti e diamo un bello schiaffo morale (ma anche fisico, volendo) a chi non vi rappresenta, alla vostra generazione di stanchi e di stufi. A tutti quelli che non si interessano di niente, neanche delle cose buone.Image

PIJA E PORTA A CASA | UNA STORIA RANCOROSA

Ciao.

Pensavate di esservi liberati di me? -SBAGLIATO-

Pensavate che finalmente, una terribile malattia venerea di nuova generazione tipo la Super-Gonorrea mi avesse messo KO? -SBAGLIATO (anche se ipoteticamente divertente)-

Pensavate? -SBAGLIATO (è evidente, se ci leggete, siete dei decorticati, in letteratura si chiama Sineddoche)-

Ero a dieta. Dico ‘ero’ perchè non è mai stato un processo effettivo. Più una cosa fluida, tipo la concezione del tempo Positivista, un po’ come se Bergson stesse a dieta, non oggi, sempre. Automaticamente il prodotto di questo travaglio non è stato esattamente pubblicabile, come potete immaginare, orribili papponi informi e acalorici; senza olio, senza culo, senza capelli e seno petrificadu. Torniamo in vita dopo questa letargia con zero risultati e una voglia di carboidrati che la metà basta. Rancore farinaceo. Odio al forno.

PLUM CAKE SALATO CON BACON, ZUCCHINE E SEMI DI ZUCCA

Ingredienti

(prendiamo come unità di misura di riferimento 1 Bicchiere da acqua)

3 Bicchieri di Farina 00

1 Bicchiere di Latte

1 Bicchiere di Olio di Semi

2 Uova

1 Zucchina (2 se volete, così intanto ingannate il tempo)

40g (o 400) di Bacon 

1 Bustina di Lievito di Birra (circa 10g)

Semi di Zucca Tostati

Sale | Pepe

 

PREPARAZIONE

Risolto co la Zucchina? Bene. L’altra lavatela con cura e grattugiatela con una grattugia. Private il Bacon della cotenna e tagliatelo in striscioline, NON BUTTATE la cotenna, per carità! Come è noto, il grasso di Maiale ‘rinfresca’ stando a quanto sostiene la zia di un mio caro amico, strofinate quindi la cotenna dalla parte del grasso su tutto il viso. Finalmente, somiglierete a Charlotte Gainsbourg e, proprio come lei, sembrerà che vi siate appena lavati la faccia con la mortadella. Ora, tutte belle speziate, in un recipiente unite la Farina ed il Lievito di Birra, mescolate bene con due dita (niente, oggi Doppi Sensi al 70%). Unite gli ingredienti liquidi, il Latte, l’Olio di Semi e le due Uova. Mescolate accuratamente partendo con piccoli cerchi al centro per poi allargare la gittata, in questo modo avrete sconfitto i grumi e i tricipiti flosci. Regolate l’impasto di Sale e Pepe ed infine aggiungete la Zucchina ed il Bacon. Disponete l’Impasto in una teglia da Plum Cake, cospargete di Semi di Zucca e infornate a 180 °C per circa 35 minuti. Al momento della verità, assicuratevi che il Plum Cake sia cotto al centro perforandolo con uno stuzzicadenti, se esce asciutto non correrete alcun rischio.Image

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Consapevoli del fallimento di tutti i buoni propositi che abbiamo stilato per l’anno nuovo, iniziamo Febbraio con Rancore. Un sentimento puro e semplice, che non fa bene alla linea ma che gratifica lo spirito.

 

 

Ting-Tong from Toothing

Amico
Telespettatore
Casalingo vicino e lontano
Che stai a fa? Niente? Beato te! Io nun c’ho manco voglia de guardamme allo specchio stamattina. Dice che è?
Nun c’hai ‘ a fidanzata? Te sei visto? Ringrazia Dio che c’hai ancora una madre! Ahhhh… Hai ordinato una sposa per posta…
Ahhhh è Thailandese?
‘Nnnamo bene…

PAD THAI

Ingredienti
300g di Fettuccine di Riso
2 Petti di pollo
1 Scalogno
1 Zucchina
2 Baby Bok Choi (va benissimo anche della Bieta giovane)
Olio di Semi
Zenzero
1 uovo
Spezie miste Thai (aglio, cumino, curry, lime, pasta di Tamarindo)
Salsa di Soia
Latte di cocco
Pinoli (o Arachidi)

PREPARAZIONE

Quando bussano alla porta per consegnarvi la vostra nuova consorte, fate ben attenzione a non firmare la ricevuta del corriere. Perché? Perché se v’hanno spedito un LadyBoy poi voglio proprio vedè… Comunque.. Mettete a bagno i Noodles in acqua a temperatura ambiente ed iniziate a preparare il condimento strepitoso che adesso ci accingiamo a condividere con voi, affezionatissimi lettori di DHP. In un Wok rovente fate saltare lo scalogno, la zucchina tagliata a fiammifero ed il Bok Choi (solo la parte del gambo, le foglie le taglierete e le lascerete da parte per dopo). Facciamo saltare le verdure nel Wok con l’olio di semi, ed una purea ottenuta da 1/2 radice di zenzero grattugiata, il mix di spezie Thai, a parte in un padellino (rovente anch’esso) facciamo fare un salto al petto di pollo e lo condiamo con un pizzico delle sopracitate spezie, uno splash di salsa di Soia e uno squirt di latte di cocco. Quando le verdure saranno cotte ma ancora croccanti, uniamo tutti gli ingredienti, incluse le foglie del Bok Choi e diamo vita al sacro Stir-Fry. Pollo, verdure e Noodles verranno legati da un uovo, che verrà rotto direttamente nella padella per poi smuovere il tutto velocemente. Impiattate e guarnite con dei pinoli tostati (delle Arachidi sarebbero più fedeli.. Ma chi lo è al giorno d’oggi?).
Che meraviglia!
Ah..
La vostra sposa?
Era un uomo?
Ve l’avevo detto….

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SPEZZATINO DI TACCHINO ALLE CILIEGIE

“maddai Fernanda si è rimessa con Gianni?ma che storia…eeeh ma che non lo sai che una barba non fa primavera,quelle poi son tutte donnette al letto…e Antonio?ha trovato casa poi?…giura?eppure era così piruto non ce lo facevo pure intelligente?…ma poi senti quel fisting party a casa dei tuoi nonni com’è finito?”

Sei lì al telefono con la tua amica delle medie che ti racconta gli ultimi gossip e pensi che ti serva una scusa intelligente per chiudere questa tediosa conversazione telefonica “a Mariù te devo lascià che c’ho er tacchino con le ciliegie da fa che stasera a cena c’ho quello der tg,daje se sentimo,si dai te chiamo io stà purciara! cià cià cià”
Ed improvvisamente apri il cassetto,tiri fuori il grembiule da cucina e sei di nuovo la regina sofisticata ed indiscussa della cucina.
Oggi datti un tono con le amiche,basta con le parmigiane,basta con le polpette al sugo,basta con la pasta fatta in casa…oggi datti alla fusion e fai una ricetta pazza!

SPEZZATINO DI TACCHINO ALLE CILIEGIE

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INGREDIENTI

-fettine di tacchino 1kg
-ciliegie 300 gr
-pepe rosa q.b
-farina una ciotola
-olio evo q.b
-sale Rosa Cristallino dell’Himalaya q.b
-ruchetta per guarnire

Innanzi tutto selezioniamo una playlist,no amore non mi dire che me stai ancora con stereomood?vabbè che per te windows98 è progresso tecnologico però ecco rinnoviamo un attimo questi sottofondi musicali per cucinare.Tieni senti che dolcezza e che ritmo! (bossanova&successi pop playlist)
Prova ad immaginare che un redneck ti stia sparando sui piedi e BALLA!HO DETTO BALLA!!BALLA MENTRE CUCINI!!!!

PREPARAZIONE:

1-Prendere le fettine di tacchino e sbatterle con il batticarne (se scrivo un’altra volta la parola SBATTI prendo il cell e chiamo un fuckbuddy a caso,giuro) leggermente non troppo o si rischia di sfibrare i tranci di carne. Ripeti l’azione per tutte le fettine (Con Photshop crei la tua azione, poi vai nel menu File, scegli il comando Automatizza>Batch.)

2-Una volta finite di sbattere tutte le fettine (aspettate un attimo…”Armà?che fai?sei in zona? dai passa per un caffè…si dai se semo capiti,stà shampista!) dicevamo,una volta finito, prendiamo ogni singola fettina e con le forbici tagliamola a striscioline dello spessore di 1cm (tagliare sempre nel senso delle venature della carne per non rischiare il suddetto sfibramento)

3-Completato il taglio (uh Lorè se ci stai leggendo datti una calmata con quelle forbici!) Passiamo i tranci di carne tagliati in una ciotola dove abbiamo precedentemente messo la farina (dicesi processo di INFARINAMENTO)

4-prendiamo l’apposito strumento per disossare le ciliegie e pazientemente dedichiamoci a questa tediosa et lunga azione (se te lo stai chiedendo,no,non le vendono già sbucciate)

5-una volta preparata la carne e le ciliegie,prendiamo una padella antiaderente e facciamoci scaldare dell’olio evo.Quando vedi che te friccica sia l’ormone che l’olio, versaci la carne e datti ad una psicotica e compulsiva mescolanza per far si che i pezzi di carne non si attacchino fra loro durante la cottura

6-quando si saranno dorati e avranno assorbito parzialmente l’olio di cottura (ergo non esagerate mica dovete friggerli) incorporiamo le ciliegie (incorporare…non è una parola pornografica secondo voi? un pò come gargantuesco)

7-mescolare il tutto dando modo agli ultimi liquidi di asciugarsi e ai sapori di amalgamarsi. Unite il pepe rosa,salate  e godetevi la vista della carne bella croccante e turgida che spavalda si accosta alle povere ciliegie meste e morbide.

8-adagiate il contenuto della padella su un piatto da portata ove prima avete creato un letto di rughetta (di solito i letti di insalate si creano per bellezza o per stanare quelle poveracce che mangiandoseli svelano il loro status di gnurant cafon)

9-servite il piatto caldo accompagnato da un buon rosso e dello xanax . Bon apetit

GRATIN DAUPHINOIS 2.0

Suvvia non si può sempre esser gioviali
soprattutto in questo periodo stagionale grigio in cui l’unica certezza è il vestirsi a strati come le cipolle.
Capita.
Quelle anziane signore che scivolano e vengono investite da un camion,quei cani che saltano per prendere il frisbee e cadono giù dal balcone,i peruviani che si vestono come i tokio hotel…no certe cose non ci fanno ridere in questo periodo.
Sarà il tempo? Sarà stò buco d’azzoto…può darsi.
Manca anche la voglia di cucinare a volte, sconfini così in quei purgatori culinari tipici dei single chiamati PASTI PRECOTTI,li fissi mentre girano su stessi all’interno del microonde e nel frattempo ti interroghi sul futuro ponderando il botox o una gang bang interracial.
Sovente ricevi inviti a cena,un’amica francese che ti vuole far assaggiare un piatto tipico delle sue terre
Avvolta in un completino Céline e circondata da porcellane di Fornasetti ella ti presenta il gratin dauphinois
Assaggiandolo senti un gusto delicato per palati molto fini.
La guerriera Sailor della cucina che è in te improvvisamente risorge,un fuoco pervade le tue membra,un suono distante di Bling Bling risveglia i tuoi sensi e sotto lo spirito guida della Dello Russo ti alzi in piedi,batti i pugni sulla tavola ed esclami
“LESSON NUMBER 11: YOU NEED A SUGNA SHOWER!”

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La ricetta originale prevede solo l’uso del latte e dell’emmental,ma noi di DHP avendo accettato Satana e La Sugna come divinità assolute abbiam deciso di pimpare la ricetta originale.

GRATIN DAUPHINOIS 2.0
pimp it baby pimp it real good

INGREDIENTI:
-5 patate medie/grandi
-300 ml di latte
-200 ml di panna da cucina
-50 gr di Gorgonzola dolce
-50 gr di Emmenthal
-50 gr di Brie
-50 gr di parmigiano
-burro q.b
-sale q.b

PREPARAZIONE:

-Lavate accuratamente le patate pensando “povera sciocca francesina ti faccio vedere io ora come si cucina e ti rispedisco sui monti con Annette”
sbucciatele e tagliatele a fettine SOTTILISSIME (ovviamente aiutatevi con l’apposito strumento da cucina) il segreto della ricetta,o meglio la buon riuscita è proprio legata alla sottile dimensione delle patate (che non si cuoceranno mai se son tagliate spesse)

-tagliate tutti i formaggi a cubetti (c’è sempre della malattia mentale in questa pratica non trovate?)

-imburrate una teglia ovale (ovale fà fico,rettangolare fà cheap) e disponete lo strato di patate a PESCE (ovvero sovrapponendole leggermente) finito il primo strato mettete un pizzico di sale e del gorgonzola

-alternate i vari formaggi per ogni strato fino all’esaurimento delle fette di patate. (consiglio di salare il primo,il mediano e l’ultimo strato)

-arrivati all’ultimo strato fermatevi,accendetevi una sigaretta,bruciate il cd de “la vie en rose” e mettete in play “this love” dei Pantera.
Su queste dolci note  amalgamate latte e panna insieme in una ciotola, versate il contenuto fino al riempimento di 2/3 della teglia (non superare i 2/3 altrimenti gonfiandosi in cottura vi rovinerà il tutto)

-nell’ultimo strato aggiungete abbondante parmigiano e alcuni fiocchetti di burro (che daranno quel tocco dorato alla cottura)

-infornate a 180° per circa 50 minuti (dipende dalla potenza del forno,se è ventilato o meno…cmq il latte bollirà cuocendo le patate e l’ultimo strato si dovrà dorare,se non siete convinti della cottura provate con il tradizionale metodo dello stuzzicadenti per constatare la consistenza delle patate)

-sfornate,guardate il risultato e stampatevi un ghigno sul volto. Il nostro consiglio è di farlo raffreddare un paio d’ore e di riscaldarlo leggermente prima di servirlo
(leggermente mi raccomando)

-tornate a casa della vostra amica francese,fategli assaggiare questo GRATIN dauphinois e ditegli “io i uaglion li facc divertì nun cumm a ttì ca ci vindi a troca”

CALA_AMARI

Si sa.

Prepararsi all’Autunno non è semplice. Il cambio di stagione in genere (non esistendo più la famigerata ‘mezza stagione’) è sempre drammatico. Anche voi state perdendo cioffe di capelli? E l’appetito? Cresciuto? Ehmbè.

Come ogni dannato momento di transizione che si rispetti, anche il cambio di stagione prevede le sue regole base :

– Pulizie Forsennate (e per Forsennate intendo… FORSENNATE)

– Extreme Makeover Yourself Edition

– Comfort Food

ECCO. Una ricetta che mi è sembrata perfetta per questo particolare momento dell’anno. A metà tra Estate e Autunno, tra Mare e Monti, tra Si e No e tra Sesso e Castità (lo so, non c’entra niente, ma un riferimento al Maestro ci sta sempre bene)

CALAMARI RIPIENI DI ZUCCHINE E SPECK

Ingredienti per 2 pp (consideriamo un Calamaro a Testa)

2 Calamari

1 Zucchina

40 g di Speck Tagliato a cubetti infinitesimali

1 Bicchiere di vino Bianco Secco (Una Bottiglia per voi)

1 Uovo

Pangrattato

Scorza di un Limone grattugiata

Sale / Pepe

Olio EVO

PREPARAZIONE

Siete stanchi? Spossati? Nervosi come appena entrati nella sindrome premestruale? A chi lo dite..

Passate in Pescheria e nervosamente chiedete due Calamari (possibilmente dei nostri mari, possibilmente della stessa dimensione, possibilmente puliti). Urlate al fruttivendolo che volete una zucchina e un limone e li volete ADESSO! Se non capisce la vostra lingua, improvvisate una sessione di Mimo (eh si.. siete bipolari, lo sappiamo ormai. Non potete leggerci e non esserlo). Tornate a casa, prendete il solito Vodka-Xanax e fumate una sigaretta in balcone resistendo alla tentazione di catapultarvi di sotto. Con un chiarissimo riferimento al V Elemento di Luc Besson (1997) separate i Tentacoli dal corpo del Calamaro e riduceteli in pezzettini piccolissimi, potete farlo tranquillamente usando delle forbici. Grattugiate la Zucchina e la Scorza di Limone ed iniziamo a preparare la farcitura. Uniamo la Zucchina e Scorza di Limone grattugiata, lo Speck, i Tentacoli a pezzetti, un Uovo, Sale e Pepe. Regolate la consistenza aggiungendo il Pangrattato e riempite senza troppi complimenti i Calamari. Chiudete con uno stuzzicadenti le estremità aperte assicurandovi che non siano pieni fino a scoppiare, altrimenti succederà davvero… scoppieranno in cottura.

Ciao Padella Antiaderente Rovente. Un filo d’Olio EVO e diamo un breve shock termico ai Calamari. Sfumiamo con il Vino Bianco, abbassiamo la fiamma e facciamo cuocere per 15 minuti con il coperchio girandoli di tanto in tanto. Servite e assaporate consapevolmente questa situazione borderline nella quale siete, siamo, saremo?

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QUER FRICCICO DE SETTEMBRE

Aoh..

Che freschetto! (strano eh? nessuno ancora stamattina aveva parlato del tempo!)

Siamo tornati dalle vacanze (???) tutti un po’ incattiviti ve? Sarà sto caldo che abbiamo patito (al quale venivano affibbiati i nomi dei vecchietti del palazzo del Meteorologo) o la Crisi o la Farmacista in ferie quindi niente Xanax, è comunque un dato di fatto. Per anni il mio rituale di cambio stagione è sempre stato lo stesso : al primo fresco, si rompe il vetro di una teca a parete contenente una bottiglia di buon rosso. Ahhhh ed è già subito tutto camini e pelli d’orso. Tanto Natale è alle porte no? Quindi prima di iniziare a lamentarci di quello, da bravi bipolari quali siamo, decidiamo di sfruttare ‘ste quattro gocce di pioggia e ‘sto venticello per qualcosa di produttivo.

CREMA DI PISELLI, CROSTINI DI PANE INTEGRALE E SALSICCIA CROCCANTE

Ingredienti

500g di Piselli (freschi? Se, lalléro! Almeno che siano finissimi o la crema avrà il gusto di una scuola pubblica inglese)

1 Cipolla Rossa

2 Salsicce Spezzate (se chiamano così, sono quelle a grana un po’ più grossa. Non è il remake di un film di Almodovar)

4 Fette di Pane Integrale

Olio EVO

Sale / Pepe

Noce Moscata

Parmigiano Reggiano (se ve va, sennò ciao)

PREPARAZIONE

Mentre indossate lo scialle di famiglia, sul quale prima di voi sono state ricamate le disgrazie delle generazioni precedenti, affettate senza troppa cura la Cipolla Rossa e lasciatela soffriggere in una casseruola con un filo di Olio EVO. Abbassate la fiamma e aggiungete i Piselli lasciandoli insaporire (se l’olio è troppo caldo, i Piselli subiscono un shock termico che fa perdere loro acqua e li rende grinzosi come il culo di Madonna). Coprite con dell’Acqua per tutto il volume, Sale, Pepe, Noce Moscata, coperchio e ciao. Fumate una sigaretta in finestra mentre i Piselli cuociono per almeno 30minuti, guardate fuori con aria sognante e quando il vostro respiro si condensa sul vetro, disegnate un cuore; guardatelo, scoppiate a piangere e cancellatelo con una manata vigorosa. Riprendetevi e mettete una padella antiaderente sul fuoco. Private le Salsicce della pelle e tagliatele in piccoli pezzi. Fatele sgrassare in padella senza aggiungere nulla finché non saranno ridotte in piccoli bocconcini croccanti. Mettete la salsiccia da parte, eliminate il grasso dalla padella lasciandola però vagamente sugnosa, perchè? Ma perchè naturalmente nella stessa padella salteranno i crostini di Pane Integrale che voi avrete precedentemente tagliato. Trascorso del tempo, controllate la consistenza dei Piselli. Frullate il tutto in un composto setoso e servite, se volete, con una grattata di Parmigiano Reggiano e una spolverata di Pepe Nero.

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I FIORI DEL MALE

L’estate si sa, è dura. Ormoni in subbuglio, costumi troppo stretti, panze al vento e quell’insana voglia di morte determinata dal caldo soffocante.

Quest’anno ho deciso che concentrerò orientativamente il mio regime alimentare in un’unico pasto giornaliero. L’APERITIVO.

Immaginate un nutrizionista qualsiasi, non farà altro che confermare la mia tesi. Il Prosecco a colazione  è un’ottima fonte di :

– Vitamine

– Zuccheri

– Sali Minerali

– Gioia

Al mare non si mangia altrimenti la pancia si gonfia (almeno questo è quello che ho imparato alla scuola per Fighe Lesse _ Votazione finale 110/110 con Rimming Accademico ), il caldo impedisce di assumere qualsiasi sostanza solida prima delle 19:00? BENE! La soluzione è questa. 1 Bottiglia di Prosecco gelata e 1 Zozzeria di snack per accompagnarla.

FIORI DI ZUCCA 

Ingredienti

Fiori di Zucca (150/250.. fate voi..)

Farina ’00

Birra

Mozzarella di Bufala

Filetti di Acciuga

Olio per friggere

Sale e Pepe qb (quarto bicchiere di prosecco e ciao!)

PREPARAZIONE

Tracannate la metà del contenuto della bottiglia in una sola sorsata, naturalmente questa ricetta è per voi soli soletti. Smettiamola di far credere alla gente che avete una vita sociale, un partner, un amico immaginario. D’estate siete soli/e come Dolce Remì (manco li cani) quindi vi potete tranquillamente sbronzare autonomamente. Lavate e private del pistillo i Fiori di Zucca, asciugateli con della carta assorbente e farciteli con un pezzetto di Mozzarella di Bufala e un filetto d’Acciuga (SI, LA RICETTA ‘E FINITA.. TUTTO QUA!).

Preparate una pastella liscia frustando 150 g di Farina ’00 e circa 330 cl di Birra fredda di frigorifero. Aggiungete sale e pepe e lasciatela riposare per un attimo al fresco (Quando si frigge è molto importante avere uno shock termico, è quello che renderà croccante il tutto). Portate a temperatura olio profondo in un’altrettanto profonda casseruola (eh, la profondità è una cosa che conta!) abbiate cura che si dorino per bene, disponeteli in un cartoccio di carta per assorbire l’olio in eccesso, un pizzico di sale e CIAO!

Buon Aperitivo

RAGAZZE DI STRADA

Ciao, mi chiamo Asvarasa e sono una giovane ragazza Berbera. Nella lingua degli antichi il nome del mio popolo vuol dire letteralmente ‘uomini liberi’ e io l’ho presa alla lettera ‘sta definizione. Ah sisi. Mi vesto solo con sciocchezze trasparenti, indosso sandali intrecciati alla caviglia e conservo quella fragranza muschiata di chi vive alla giornata e dorme su comode pile di sabbia.

Mi sono svegliata stamattina perchè uno scorpione imperatore mi passeggiava sul cuscino, l’ho rimesso nella gabbietta, ho preso il cammello e sono andata a prendere l’acqua nell’Oasi segreta di Sthaminkhya. Tornata, ho deciso di preparare qualcosa di tipico per pranzo. Considerando che il mio popolo si nutre principalmente di radici e fantasia, oggi so matta, faccio le Panelle.

PANELLE

Ingredienti (‘na cifra eh..)

– 600g di Farina di Ceci (prendete i ceci e triturateli con due grandi pietre)

– Acqua (in bocca al lupo)

– Sale

– Prezzemolo (nel Deserto non cresce, ma magari da voi popoli delle terre umide, si)

– Olio per friggere

PREPARAZIONE

Allora, mio zio Ahmed dice che le mie Panelle sono le migliori della Tribù, quindi m’hanno spedito co un gommone in Italia per aprire una Friggitoria clandestina a Palermo. La vita in Italia è abbastanza Pheega (antica parola Araba che vuol dire : piacevolmente interessante ) alla fine non si pagano le tasse, è pieno di boni e non devo più vendere la mia verginità ad un mercante di bestiame in cambio di 2 cammelli e una capra da latte. Adesso mi chiamano ‘Santuzza’ e so tipo l’emigrata più in voga della città. Dicono che ho reinventato lo Street Food, io non so che vuol dire, ma almeno non mi devo radere a zero i capelli e venderli per mangiare. Però io so una ragazza generosa e oltre alla mia dote, voglio offrire anche il mio segreto. Avete triturato i ceci per ridurli in polvere? Bene! L’unica cosa che vi resta da fare è aggiungere Acqua, un pizzico di sale e del prezzemolo tritato. Mettiamo questo composto sul fuoco e lo lasciamo scaldare. La consistenza deve essere quella del fango con cui si costruiscono le capanne. Una volta caldo, versiamo il composto negli appositi stampi per Panelle. Non ce li avete? Fate così. Usate uno stampo da Plum Cake (dolce tipico dei visi pallidi) e mettete in frigorifero (un oggetto davvero incredibile).

Una volta freddo, riuscirete a tagliare l’impasto in fette sottilissime che andranno poi fritte nell’Olio di Semi bollente come le Notti d’Oriente. Scolate su della pergamena di papiro o della carta assorbente. Salate e fate felici quegli aguzzini che vi sfruttano.Image

xoxo

Asvarasa

 

Nota della Redazione di Desperate Housepunks

Asvarasa è felice adesso. Ha sposato un 50enne peloso e ha imparato a fare il Kebab. La sua friggitoria è la più in voga del quartiere Libertà di Palermo. Nel 2012 ha ricevuto il premio ‘Immigrata dell’Anno’ diventando un esempio fulgido di speranza e prosperità. Per il 2013 è prevista una sua copertina per ‘Teen Vogue Tunisia’.

BOCCONI di TONNO aka Polpette alla Sara Tommasi

Tratto dal libro Harmony  “Casalinghe disperate punk contro il tedio estivo” :

Solitaria e mesta contemplava il panorama dal suo terrazzo.Tutto oramai le sembrava già fatto e già visto.
Passati erano i tempi in cui era solita divertirsi con le amiche,quei bukkake party oramai erano solo l’eco di una gioventù sregolata.
Eppure dentro di lei,in una parte remota del suo io, sopita ristagnava la segreta voglia di evadere.
I suoi momenti di libertà creativa oramai erano legati a quei fornelli di casa,dove,amazzone vogliosa,combatteva contro il tedio di una monotona routine.Viveva per quei momenti intensi in cui la palpazione concupiscente degli ortaggi le regalava brividi forti.”

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Amica,è arrivata l’ondata di caldo in concomitanza con le tue vacanze,sempre la solita fortunata eh?
T’annoi? Te manca la voglia di uscire perchè ti sudano pure le ginocchia?
Senti quella voglia particolare che ti pizzica la gola?
Linda Lovelace era la tua amica immaginaria da piccola?
A volte determinati appetiti vanno saziati,basta fare le puritane e stare perennemente a dieta.
Ogni tanto uno strappo alla regola andrebbe fatto (uno strap-on anche).
Dai spazio al masochismo strettamente legato alla scelta di cucinare con questo caldo, recati in cucina, e dacci dentro come Forza Chiara!

BOCCONI DI MARE
aka POLPETTE DI TONNO ALLA SARA TOMMASI

INGREDIENTI:
–  1 pasticca di LSD
–  250 gr di tonno sott’olio sgocciolato
–  200 gr di zucchine (prendetene 4 ,con 3 ci cucinate ed con 1 vi stimolate)
–  1 scalogno
–  farina di grano duro q.b
–  10 gr di capperi salati (abbandonate per sempre quella monnezza dei capperi sottaceto please)
–  4 filetti di acciughe sott’olio
–  1 cucchiaino di bottarga
–  1 uovo di media grandezza
–  prezzemolo tritato finissimo
–  la scorza di 1 limone
–  erba cipollina
–  pangrattato q.b
–  sale q.b

NB= questa ricetta di solito si fà con il pancarrè al posto delle zucchine, uno di noi però è celiaco (du palle) quindi ci inventiamo sempre nuovi metodi per sostituire il pane. (Ovviamente usate il pangrattato per celiaci qualora aveste anche voi un commensale anti-glutine)

PREPARAZIONE:

-Prendete le zucchine con fare voglioso e tagliatele a rondelle dello spessore di mezzo centimetro.Mettetele a cuocere in una padella dove avete fatto leggermente soffriggere 1 scalogno e le acciughe sott’olio (le acciughe devono praticamente ridursi in una sorta di purea…si ho detto purea…oha oha oha). Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e aspettate che le verdure siano morbidissime (da turgido a morbido,un processo che ben conosciamo)

-Una volta che le zucchine saranno cotte e abbastanza asciutte mettetele in una ciotola. Aggiungete i 250gr di tonno, i capperi, il cucchiaino di bottarga ,un pizzico di sale,il prezzemolo tritato finissimo e l’uovo di media grandezza (una gangbang di sapori). Amalgamate il tutto a mani nude, impastate con grazia e delizia e sentite il petto palpitare di cotanta sensazione tattile umidiccia. Se l’impasto non dovesse essere totalmente composto aggiungete farina fino a quando non diventerà compatto ed omogeneo (in questo caso non deve esser troppo duro,si ho detto duro,vi piace la parola duro oggi vero?)

-Prendete delle piccole porzioni dall’impasto e formate delle polpette di circa 40gr ciascuna, passatele ordunque nel pangrattato e qui,si, qui siam giunti ad una scelta importante.Come per ogni pornostar alla quale si pone l’amletico dubbio dell’orifizio da farcire così voi vi troverete davanti alla scelta difficile di FRIGGERE o CUOCERE AL FORNO. Qualora viziose scegliate FRIGGERE fate dorare le polpette ambo i lati nell’olio di semi ben caldo fino a quando non saranno dorate. Se invece remissive geishe avete scelto CUOCERE IN FORNO ) infornatele per circa 30 minuti in forno già caldo a 150°, girandole a metà cottura.

-Una volta pronte,dure e compatte servitele su  un piatto spolverandole di bottarga,scorza di limone ed erba cipollina tagliata finissima.Per arricchire il tutto triturate una pasticca di LSD e usatela come guarnizione,in caso la ricetta non fosse andata a buon fine potete sempre ritrattare e dire che siete state drogate.

Ora siete pronte per far godere i vostri commensali.
Siete delle porche e vi piacciono ammettetelo.
Mangiatele tutte fino infondo e senza vergogna.